Ruah...

Ecco la salvezza più universale che genera una fede profonda e una lode creativa.
Quando l'uomo ritorna ad essere la gloria di Dio.
Venga la memoria che apre a gratitudine( fiore raro) e a liberazione integrale.
Quando l'obbedienza custodisce il segreto salvifico e l'umiltà ti definisce nella verità.

Fuge Tace Quiesce

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XXVI°/T.O./C ;Lc 16,19-31

                                Dio é il mio Lazzaro

 

Parabola lucana indimenticabile, tra arte colta e popolare, tra specifico orientale e così necessaria per noi "cristiani d'occidente"....tra immaginario collettivo e specifico personale così provocato....


Ci senti dentro le "denunce veementi" di Amos di Tekoa e la "Lazzarità di Dio".....
Un preciso monito alla coscienza e una proposta vincolante per i discepoli di sempre.

Un appello alla speranza per i poveri della terra...nella giustizia divina e la venuta del suo Regno.

Unica parabola di Gesù ad avere un nome: Lazzaro(che vuol dire in ebraico: Dio aiuta)
Il ricco non ha nome:(epulone: vuol dire "era ciò che mangiava").

Tra beatitudini e maledizioni dove la chiave di lettura é l'Eternità e la Salvezza della propria anima.

Tra piaghe umane e  divine e .....pensieri stupendi.. di un Dio Signore e Creatore.

In un capovolgomento di valori per una nuova antropologia, un nuovo umanesimo integrale!

La dannazione già sin d'ora del ricco e della ricchezza:perché questa severità divina?

E' civiltà quella dei consumi che consumano l'essere, alienano e rendono ingiusti e prepotenti?
Il pensare solo a se stesso, al possesso che poi ti possiede, all'oggi fittizio mentre incombe il domani!?
Satanica é l'indifferenza ..sa di destino scritto la follia del tutto che é nulla e solo vanità!

Folle é la pretesa di di cercare con tutto se stessi un assoluto che é solo un "io" perduto!!

Pensate al  ritratto del ricco di Mounier e al signor Chermisi del Piccolo Principe....!
Del resto non c'è miracolo che valga il brusìo dei poveri.
I Lazzaro della storia potrebbero essere la nostra salvezza... stanno diventando la nostra condanna.

E' tempo di convertirci al povero, di aprire cuore e portafoglio.
E' tempo di servitori e di amici, chiamati a condivisioni e nuove relazione, cominciando da Dio.

E' tempo di gioiose radicalità e di pensieri stupendi.. che sanno d'amore, gratuità, liberazione.....
E' tempo dei martiri(loro convertono e consolano) e non dei maestri( quante falsificazioni!)

 

Quando si aiuta i poveri(é bene ricordarlo!) non si fà la carità ..ma si paga un debito enorme.
E la stessa chiesa se non si "allontana dai ricchi"..come potrà ascoltare "l'anima dei popoli?"

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